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Cavalcanti
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I mwcgCavalcanti furono un'antica e importante famiglia fiorentina.
Contents
• Origini
• Note
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Storia familiare
Origini
I Cavalcanti furono originari di mwdwVolterra, in seguito signori del mweaCastello di Libbiano in mweqval di Cecina e di Montecalvi in mwegval di Pesa, di Luco e di Ostina nel mwewValdarno superiore; l'origine della loro ricchezza fu però quasi sicuramente mercantile.
Furono a Firenze famiglia del primo cerchio e famiglia consolare: mwfqCavalcante fu console civitatis nel mwfw1176 e mwgaAldobrandino suo figlio lo fu nel mwgq1204cite-ref-2[2]cite-ref-3[3].
Le lotte tra guelfi e ghibellini
Durante tutto il mwkwDuecento furono una delle più importanti famiglie fiorentine. Di tradizione guelfa, ebbero un ruolo importante nelle lotte tra mwlaguelfi e ghibellini: nel mwlq1246 è un Cavalcanti insieme a un mwlgAdimari a guidare la fazione guelfacite-ref-4[4]. Furono una delle consorterie fiorentine più ricche di uomini, e molti di loro furono personalità rilevanti. Membri tra i più influenti dell'mwmwArte di Calimala possedevano numerose case botteghe e magazzini. Dopo la mwnarotta di Montaperti a cui parteciparono subirono danni considerevoli alle loro proprietà per mano ghibellina, tanto che al rientro dei Guelfi ottennero un risarcimento di oltre 3000 lirecite-ref-5[5].
Al loro rientro in Firenze ebbero un ruolo assai rilevante: nel Consiglio del mwog1278 sono presenti nove Cavalcanticite-ref-6[6], e sul versante religioso in questo periodo si segnala la presenza di mwpwAldobrandino Cavalcanti, priore domenicano di mwqaSanta Maria Novella e mwqqvescovo di Orvieto. Membri della famiglia si segnalano altresì tra i guelfi giuranti la pace del mwqgcardinale Latinocite-ref-7[7].
Colpiti dagli mwsaOrdinamenti di Giustizia e dichiarati Magnati, furono esclusi dalla guida del Comune.
La loro fine politica arrivò nel momento della divisione dei mwsgGuelfi in Bianchi e Neri, quando i Cavalcanti tennero in prevalenza per la parte bianca, che doveva poi risultare sconfitta.cite-ref-8[8]
In questo periodo il celebre mwuapoeta mwuqstilnovista mwugGuido Cavalcanti, amico e compagno di parte di mwuwDante Alighieri, ebbe a soffrire un esilio (furono esiliati, per sedare i tumulti, alcuni capi delle due parti e tra questi Guido) che lo doveva condurre a morte.
E le mwvqStinche col loro nome rammentavano ai Cavalcanti quel periodo difficile: le antiche prigioni fiorentine, prendono infatti tristemente nome da uno dei castelli dei Cavalcanti e ricordano quei Cavalcanti di parte bianca asserragliati nel castello catturati e gettati in quel carcere.
Periodo difficile che culminò nel disastro economico dovuto all'incendio appiccato da Neri degli mwvwAbati che distrusse in quantità le loro case e le loro botteghe.
Il Rinascimento
Nel mwyqTrecento le leggi antimagnatizie relegarono questa famiglia a un ruolo del tutto secondario.
I Cavalcanti poterono finalmente ottenere il ceto popolare nel mwzg1434. mwzwCosimo il Vecchio, cercando di consolidare il proprio potere, cercò l'alleanza anche con alcune famiglie magnatizie e tra queste i Cavalcanti, offrendo in cambio la riammissione ai pubblici uffici. Così i Cavalcanti poterono nuovamente essere imborsati per gli uffici della Repubblica. E furono così estratti 13 volte come Priori della Repubblicacite-ref-9[9]. Ginevra de' Cavalcanti sposò il fratello di Cosimo, mwbaLorenzo il Popolano e forse, tramite l'intercessione dei Medici, in quegli anni fecero decorare la propria cappella in mwbqSanta Croce (oggi scomparsa), con una celebre mwbgmwbwAnnunciazione scolpita da mwcaDonatello e annoverata tra i suoi capolavori.
Il più prolifico e longevo ramo dei Cavalcanti si trasferì nel mwcgXIV secolo nel Regno di Napoli e, in particolare, in Calabria, quando Filippo Cavalcanti di Giannozzo fu investito come primo barone del feudo di Sartano (oggi frazione di mwcwTorano Castello), il 31 agosto 1363;cite-ref-10[10] il palazzo ducale Cavalcanti di Torano è rimasto sino al Novecento residenza dei discendenti di questo ramo;cite-ref-11[11] un altro ramo, sempre nel mwfaXIV secolo, si trasferì in mwfqVeneto nella città di Serravalle (mwfgVittorio Veneto), dando origine alla famiglia Casoni, aggregata al Consiglio Nobile di quella città (fu la famiglia di mwfwGuido Casoni importante letterato del mwgaXVII secolo, cavaliere di San Marco); un altro ancora si trasferì in mwgqBrasile, attraverso Filippo Cavalcanti, figlio di Giovanni Cavalcanti (illustre commerciante e rispettato amico di mwgwEnrico VIII) e Ginevra Manelli, che si trasferi nello Stato del mwhaPernambuco verso la fine del mwhq1560.
Il Granducato
Caduta la Repubblica di Firenze, durante il principato mediceo ebbero tre senatori del mwiaGranducato di Toscana; ebbero inoltre mwiqCavalieri di Santo Stefano e mwigdi Maltacite-ref-12[12].
In Brasile
Un ramo della famiglia si stabilì nel nord del mwkqPortogallo: da lì alcuni si trasferirono in Brasile, a mwkgRecife. Per questo il cognome Cavalcanti è poi diventato comune in Brasile, annoverando anche alcune personalità illustri, come il cardinale mwkwJoaquim Arcoverde de Albuquerque Cavalcanti, il primo cardinale sudamericano della storia, e il pittore Emiliano Di Cavalcanticite-ref-13[13].
Alcuni personaggi
• mwnaFrancesco de' Cavalcanti (mwnqXIII secolo), fiorentino, citato da mwngDante nellmwnw'mwoamwoqInferno (Divina Commedia).
• mwowGianni Schicchi de' Cavalcanti (mwpaXIII secolo), fiorentino, citato da mwpqDante nellmwpg'mwpwmwqaInferno (Divina Commedia) e protagonista dell'mwqqomonima opera di mwqgGiacomo Puccini.
• mwraAldobrandino Cavalcanti (1217–1279), vescovo cattolico italiano.
• mwrgCavalcante dei Cavalcanti (1220-1280), filosofo epicureo, padre di Guido.
• mwsaGuido Cavalcanti (1255-1300), poeta mwsqstilnovista, autore di 36 mwsgsonetti, 11 mwswballate e 2 mwtacanzoni.
• mwtgGiovanni Cavalcanti (1381-1450), autore delle mwtwIstorie fiorentine, fa parte di questa famiglia.
• Astoldo di Tommaso Cavalcanti (mwuqXVI secolo) figura nella mwugfallita congiura di Pandolfo Pucci contro mwuwCosimo I nel mwva1559.
• mwvgLuigi Cavalcanti (?–1564), vescovo cattolico italiano.
• Filippo Cavalcanti, (Firenze, 12 giugno 1525 — mwwaOlinda, ante 1614) fu un nobile fiorentino, Cavaliere del mwwqSovrano Militare Ordine di Malta, che intorno al 1560 emigrò nella mwwgCapitaneria di Pernambuco, Brasile.
• mwxaFrancesco Antonio Cavalcanti (1695-1748), arcivescovo cattolico italiano.
• mwxgIppolito Cavalcanti (1787-1859), cuoco e letterato.
Parentele
Sepolture
A Firenze ebbero le sepolture principalmente in mwzgSanta Maria Novella ma anche in mwzwSan Simone e in mw0aSanta Maria sopra Porta.
Curiosità
Richiamandosi ai Cavalcanti di Torano Castello, nel 2013 il noto regista mw1aWes Anderson ha scritto e diretto un cortometraggio dal titolo mw1qCastello Cavalcanti, ambientato nell'omonimo paese di fantasia nel 1955.cite-ref-14[14]
Voci correlate
Note
cite-note-11. mw5gmw5wmw6aCavalcanti di Verbicaro, su mw6qfamiglienobilinapolitane.it mw6g(archiviato dall'mw6wurl originale il 26 maggio 2016).
cite-note-22. ↑ Pietro Santini Documenti antica costituzione
cite-note-33. ↑ Enrico Faini. Il ceto dirigente fiorentino in età protocomunale (fine XI-inizio XIII secolo).
cite-note-44. ↑ Raveggi ,Tarassi, Medici, Parentimw9q : Ghibellini ,guelfi e popolo grasso
cite-note-55. ↑ Liber extimationum a cura Olof Bratto GoteborgsUniversitets
cite-note-66. ↑ Neri di dominus Schiatta, dominus Cante di dominus Berardo, Bettino, Scolaio di dominus Amadore, Guelfo di dominus Tegghia, dominus Cantino di Poltrone, Bindo di dominus Ranieri, dominus Bandio, Cante di Uberto. In Padre Ildefonso: mw-aDelizie degli eruditi toscani, vol IX
cite-note-77. ↑ Sanfilippo Lorimwaqa : Bullettino dell'istituto storico italiano per il medioevo num 89
cite-note-88. ↑ Davidsohnmwaqq : La storia di Firenze
cite-note-99. ↑ Vedi in rete il progetto sulle tratte fiorentine della Brown University.
cite-note-1010. ↑ mwaqsmwaqwmwaq0Si chiamavano Cavalcanti, su mwaq4xoomer.virgilio.it.
cite-note-1111. ↑ mwarimwarmmwarqPalazzo ducale Cavalcanti, su mwarucatalogo.beniculturali.it.
cite-note-1212. ↑ Mecatti: Storia genealogica della nobiltà e cittadinanza di Firenze Orsini De Marzo ristampa anastatica
cite-note-1313. ↑ mwarwmwar0mwar4História do Brasil para Ocupados, su mwar8books.google.com.br, Google Livros. mwasaURL consultato il 16 giugno 2017.
cite-note-1414. ↑ mwasqmwasumwasySe Wes Anderson falsa i colori, su mwascalbafragaliaaraba.wordpress.com.
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